IL FUTURO DEL VIDEO

IL FUTURO DEL VIDEO

16 Mar 2020

[Read time: 2min]

Quanti video guardiamo al giorno? Secondo l'ultimo rapporto del produttore e fornitore di tecnologie e servizi per gli operatori di telecomunicazioni Ericsson, nel 2023 tre quarti di tutto il traffico mobile sarà utilizzato per la visione dei video.

L'Italia si posiziona come
quarto paese al mondo per fruizione video: il primo in Europa. Dalle 7 reti del 2000 siamo oggi a 360 canali digitali, con 8.5 miloni di smart tv connesse ad internet. Ma oggi la fruizione di contenuti digitali è Cross-Device e i dati raccolti da Google indicano che il 90% dei consumatori compie attività online utilizzando più dispositivi, e che circa i ⅔ degli utenti usa un secondo schermo per guardare video su YouTube mentre guarda la TV.


Cosa significano questi dati?

Ci sono due considerazioni rilevanti che emergono:

 

  • Il percorso che porta l'utente dal conoscere un brand, un' attività o un servizio, all'acquisto di un prodotto è composto non solo da diverse fasi ma avviene su più dispositivi contemporaneamente. E' difficile oggi pensare di escludere l'utilizzo del video come mezzo principale della propria campagna pubblicitaria così come non prevedere di dedicare una parte del budget per la distribuzione su dispositivi mobili.

  • La sempre maggiore attitudine del pubblico alla visione di video e la sua capacità di riconoscere sempre più velocemente i contenuti pubblicitiari, porta in primo la necessità di concentrarsi sulla realizzazione di contenuti creativi e di qualità evitando l'utilizzo di App che rendono le nostre pubblicazioni identiche a quelle di migliaia di altri utenti, rendendoci praticamente invisibili sul mercato.

 

 

Conclusioni:

L'elevata esposizione a una grande quantità di annunci e messaggi pubblicitari ha portato gli utenti finali ad un affaticamento nei confronti del mondo dell’advertising. L’unica via per capovolgere la tendenza è, di nuovo, offrire contenuti rilevanti, di valore e gradevoli, anche in accordo a quei dati secondo cui l’80% di consumatori sia più propenso a fare affari con un’azienda in grado di offrirgli un’esperienza personalizzata oltre che della qualità adatta.