Social Media, Turchia e Censura.

Social Media, Turchia e Censura.

29 Lug 2020

Ci sono la Turchia, la Censura e i Social Media. Sembra l'inizio di una barzelletta ma putroppo non lo è.
Nella notte del 27 Luglio è arrivato l'ok dal parlamento per l'approvazione della Legge anti-social, con cui la Turchia si garantisce uno stretto controllo sui contenuti, sui dati degli utenti ai quali avrà un più facile accesso e anche un maggior potere fiscale.

Che cosa comporta questa Legge anti-social?
1) L'obbligo da parte di Facebook, Twitter, Instagram e Google ( e tutte le piattaforme con più di 1 milione di utenti) di nominare un rappresentante legale che deve essere un cittadino turco.
2) Archiviazione dei dati dei loro utenti, rendendo più facile l'accesso della magistratura in caso di necessità.
3) Saranno chiamati a rispondere con l'elimazione di contenuti "offensivi e pericolosi" che per mi piace tradurre con "lontani dalla narrazzione di regime".

Il non rispetto della legge anti-social comporta ovviamente il pagamento di multe salatissime, la riduzione della larghezza di banda (ovvero il renderle inaccessibili) e l'eliminazione della pubblicità che per queste piattaforme è un motivo più che sufficiente per levare le tende.

Ovviamente le reazioni internazionali sono state immediate così come quelle degli attivisti che gridano alla censura: "E' una chiara violazione del diritto alla libertà di espressione online. La legge rafforzerà le capacità del governo di censurare i contenuti digitali e perseguire gli utenti di Internet. Molti utenti turchi si stanno già autocensurando per paura di irritare le autorità" sono le parole di Andrew Gardner, rappresentante di Amnesty Internationl.