L' Ultima Mossa

L' Ultima Mossa

19 Mag 2020


L'ultima mossa


L'idea di realizzare questo cortometraggio è arrivata quasi per caso.

Dopo la visione al cinema del film 1917 di Sam Mandes ci è venuta una voglia irrefrenabile di sperimentare un piano sequenza lungo e tecnicamente complesso, che raccontasse qualcosa nel suo percorso, insomma che avesse una narrazione.

Ci mancava pero l'idea narrativa che accompagnasse tutto questo.

Il concept finale e arrivato molto tempo dopo, anche qui su suggerimento di un'altro film capolavoro ovvero il settimo sigillo di Bergmann del 1958.

L'idea era quella di raccontare l'ultima notte di uno sventurato che gioca con la morte le sue ultime chance di sopravvivere.

Abbiamo modificato l'idea originale che aveva come protagonista la morte appunto inserendo invece il diavolo, integrando cosi il mito del Faust di Ghote.

Operazione che non è stata affatto semplice vista la complessità del soggetto scelto ovvero il Faust. Figura iconica e presente nella cultura occidentale dal 1500 fino ad oggi e portatrice dei più svariati valori e significati, che vanno dal classico Exemplum religioso, all’esaltazione del genio Romantico fino al diventare una vera e propria incarnazione, ovviamente nella visione Nazionalsocialista, della “razza superiore ariana”. Quindi diciamo che non era proprio il caso di essere approssimativi rischiando di fare una gaffe.

La sfida più grande e stata quella di riportare dei dialoghi di una narrazione classica in un corto contemporaneo.

Senza ombra di dubbio quella del simbolismo è stata una sfida parecchio complicata.

La scelta degli oggetti scenici è stata dura, animali impagliati e repliche di quadri famosi hanno composto il set del diavolo.

Tecnicamente parlando l'effetto che volevamo dare era quello di un cambio scenografico in tempo reale, infatti l'intera scenografia post- party doveva essere sostituita da scacchiera, tavolo, animali impagliati e cosi via, prima che l'operatore ritornasse ad inquadrare quella porzione di set.

Durante il set ci siamo divisi i compiti, occupandoci di ottimizzare i tempi per questo cambio in modo che ci fossero meno spostamenti possibili ma con il risultato visivo migliore.

Abbiamo eseguito il Piano Sequenza utilizzando un Ronin-s con sopra una BMPCC6K e una Lente CN-E 24 mm.

Un se-tup abbastanza pesante.

Dovevamo eseguire il piano sequenza in meno tempo possibile, in quanto non saremmo riusciti a realizzare più di un paio di take con quel set-up.

Altro elemento fondamentale era il cambio dinamico della luce,intorno al soggetto e nel suo percorso.

Abbiamo utilizzato delle luci a tubo Astera comandate da remoto tramite una console portatile.

Lo stile visivo a cui ci siamo ispirati e stato Neon Demon.

Nella prima giornata di prove abbiamo sperimentato tutte le opzioni di campo possibili e i relativi spostamenti.

Riuscire a cambiare il set in poco più di un minuto ci ha posto davanti molte complicazioni ma fortunatamente ci siamo riusciti alla perfezione.

Abbiamo eseguito delle prove di rig, per raggiungere il giusto compromesso tra qualità e agilità.

Il piano sequenza infatti si è sviluppato in una villa a due piani, ed è stato eseguito passando dal primo al secondo piano per poi ritornare al primo, passando per delle scale molto ripide.

Durante le prove non pensamo di riuscire ad ottenere l'inquadratura voluta, gestire il fuoco e non cadere dalle scale tutto in contemporanea.

L'operatore si è spostato in spazi molto angusti, non percepiti tanto nello shot finale, appunto per via del 24 mm.

Abbiamo  dovuto coreografare i movimenti, spostandoci ''alla cieca'' affidandoci agli spostamenti studiati durante le prove.

Sicuramente la transizione più difficile anche se mai si direbbe è stata quella in cui il personaggio esce dal bagno per recarsi poi nella camera da letto.

Gianluca infatti doveva spostarsi abbastanza indietro da avere un primo piano senza cadere dalle scale che rimanevano a pochi centimetri dietro di lui.

Per fortuna un grande team dietro preparato, è riuscito a coordinarsi con il cambio scenografia della prima stanza, e il cambio dinamico con le luci.

Stefano (diavolo) si è calato perfettamente nella parte e insieme  Lotbrock (Paolo) hanno dato vita ad un dialogo molto profondo.

E' stato interessante esplorare il loro punto di vista sul racconto, e cercare insieme di esprimere quello che era il nostro punto di vista sulla narrazione.

Per quanto la storia rimanga ''aperta'' per noi ha un messaggio ben preciso e tutti i dettagli interpretativi, scenici e di fotografia sono stati oculatamente scelti, per raccontare il nostro punto di vista sulla narrazione.

Non sapevamo quanto ci sarebbe voluto ad avere un take buono del piano sequenza, quindi tutta la produzione dipendeva un po' da quello, ma la squadra è stata preparata e insieme siamo riusciti a rimanere nei tempi previsti.

A parte la collaborazione tra Tazio e Gianluca, che ormai va avanti da anni abbiamo realizzato un progetto dall'inizio alla fine ottenendo il risultato che ci eravamo predisposti.

Nel cortometraggio L'ultima mossa i nostri obbiettivi erano super sfidanti, è stato ideato, prodotto e girato in 10 giorni ed è stata veramente una corsa contro il tempo soprattutto vista la consapevolezza di quello che stava per succedere in Italia e che se avessimo aspettato avremmo rischiato che saltasse l’intero progetto.
Per concludere, non abbiamo la pretesa di affermare di aver realizzato il prodotto audiovisivo del secolo. Ma siamo consapevoli di aver realizzato con il massimo impegno un cortometraggio solido e profondo.