DJI MINI 2: Il drone della Rivoluzione

DJI MINI 2: Il drone della Rivoluzione

22 Nov 2020

Piccolo e leggero, il quadricottero ripiegabile DJI MINI 2 è certamente per prezzo, dimensioni e peso una delle soluzioni più facili per chi si vuole avvicinare al mondo delle riprese dall'alto. 'Per tutti' è un appellativo un po' troppo ottimistico, in quanto servono sempre delle precauzioni, un po' di esperienza.

Sfatiamo il mito che il nuovo mini possa volare ovunque e pilotato da chiunque. Il drone, secondo le indicazioni attuali, potrà quindi volare in base alle regole della categoria a partire dal 1° gennaio, ma è da valutare il suo destino alla fine della fase di transizione (e deroga) predisposta per permettere a tutti i paesi dell'unione di ratificare le indicazioni incorporandole nel proprio regolamento nazionale. La data di fine per questo periodo di transizione è fissata al momento al 1° gennaio 2023.

Attendendo il regolamento definitivo ricordiamo inoltre che, sebbene di peso inferiore ai 250 grammi e utilizzabile in base alle regole europee della categoria, un drone dotato di sistema di ripresa dovrà essere comunque registrato presso l'ente nazionale, una procedura che oggi è però molto meno complessa (e costosa) rispetto al passato. Per le informazioni vi rimandiamo al sito della piattaforma
d-flight a cui è stato assegnato il compito della gestione della registrazioni di operatori e velivoli.

Venendo ai dati tecnici, il nuovo DJI Mavic Mini 2 introduce importanti miglioramenti rispetto al modello precedente,il modulo foto/videocamera da 12 megapixel con sensore CMOS in formato da 1/2,3" è finalmente 'libero' di registrare video al meglio delle sue possibilità e gli utenti possono sfruttare anche il formato 4K/30p a 100Mbps, mentre prima dovevano accontentarsi al massimo del formato 2,7K. Quando si gira in formato Full HD 1080p è possibile inoltre ora accedere a uno zoom digitale 2x senza perdita.
Drone e controller comunicano con la tecnologia di trasmissione in grado di controllare Mavic Mini 2 fino a 4 km di distanza.


DJI ha aggiornato i rotori e i motori portando l'autonomia di volo a 31 minuti e con la possibilità di far alzare in volo il drone anche in condizioni difficili con venti fino a 38 km/h. Il drone sfrutta sensori GPS, di posizione e di visione per mantenere una posizione stabile in volo, ma è privo dei sensori per la rilevazione ed evitamento degli ostacoli che invece caratterizzano i fratelli maggiori.

Restano un punto fermo le manovre e le modalità di scatto automatizzate, che molto hanno contribuito al successo dei prodotti DJI. Troviamo quindi le manovre con ripresa automatizzata Dronie, Helix, Rocket, Cerchio e Boomerang, oltre alle modalità di ripresa di scatti panoramici (montati direttamente in una sola immagine) a sfera, a 180° e grandangolare 3x3.

Novità anche per quanto riguarda le fasi successive al volo, con la possibilità di connettere direttamente lo smartphone al drone, senza più bisogno di passare dal radiocomando, per condividere le foto, scaricandole sul telefono e modificandole con l'app DJI Fly.
È possibile inoltre scaricare i filmati, con l'ulteriore possibilità di segmentare ed effettuare il download solo delle porzioni più interessanti, per evitare perdite di tempo inutili per trasferire diversi gigabyte di dati quando magari si è interessati solo a pochi secondi di una clip.

DJI MINI 2 è disponibile per l’acquisto  tramite due opzioni. Il pacchetto standard include il drone, un radiocomando e una batteria al prezzo di 459 €. Anche il Mavic Mini 2 Fly More Combo è disponibile ed include il drone, il radiocomando, 3 batterie, una borsa per il trasporto e una stazione di ricarica delle batterie al prezzo di 599 €.